mag 19

Le gran bufale scientifiche di Beppe Grillo

Sono 5 i comuni in cui il Movimento 5 stelle va al ballottaggio per le elezioni amministrative 2012 (Parma, Garbagnate Milanese, Mira, Comacchio e Budrio), dopo il boom consumatosi a inizio maggio.Parma è il nodo cruciale ed è proprio nel capoluogo di provincia emiliano che stasera  Beppe Grillochiude la campagna elettorale del suo candidato sindaco. Il comico genovese è considerato la vera novità di queste amministrative, l’ uomo della Rete alle elezioni: ma lo è davvero? Per questo proponiamo a chi sarà lì di discuterne postando commenti e foto sulla nostra bacheca Facebook o su Twitter usando #grilloparma. Al di là del suo orientamento politico, o del suo talento da comico, Beppe Grillo ha disseminato in tutti questi anni una lista lunghissima di bufale scientifiche. In alcuni casi innocue, in altre un po’ meno. Ecco perchè abbiamo deciso di stilarne un elenco

L’Aids non esiste
In uno spettacolo andato in onda nel 1998, Apocalisse morbida, Grillo ha definito l’ Aids senza mezzi termini come “la più grande bufala di questo secolo”, negando che l’ Hiv sia un virus trasmissibile che dannegia il sistema immunitario favorendo l’insorgenza di patologie che possono portare alla morte. Per questo la Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids ( Lila) ha diffuso una lettera aperta in cui invita Grillo a prendere una nuova posizione su Hiv e Aids.

Screening, esami e diagnosi precoci sono pericolosi
Sempre durante la stessa trasmissione Grillo, citando un lavoro svizzero, in pratica dice che con il cancro si può convivere e che i test per la diagnosi precoce sono pericolosi. Eppure, è ormai riconosciuto a livello internazionale il fatto che, oltre alla prevenzione primaria, il metodo migliore per sopravvivere a un tumore è smascherarlo tempestivamente per dare alle terapie più chance di successo. Secondo l’ultimo World Cancer Report dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità, il recente declino nella mortalità per cancroosservato in molti paesi è dovuto in modo significativo alla diagnosi precoce. Responsabili di questo successo sono non solo i miglioramenti nell’osservazione (mammografia, risonanza magnetica e tomografia computerizzata), ma anche un più alto grado di consapevolezza della malattia e programmi educativi sui tipici sintomi precoci. Il principale successo finora è stato quello della diagnosi precocedel cancro alla cervice per via citologica e di quello al seno per via mammografica. Una ricerca dello larc ha concluso che in condizioni di trial, la mammografia può ridurre la mortalità del cancro al seno del 25-30% e che in programmi di screening a livello nazionale una riduzione del 20% è realistica. 

I vaccini sono inutili

Secondo il comico, epidemie come la difterite e la poliomielite sarbbero scomparse a prescindere dalle campagne di vaccinazioni“E’ un’affermazione falsa - risponde Giovanni Maga, virologo dell’Istituto di Genetica molecolare del Cnr - perché gli agenti patogeni non scompaiono nel nulla, solo che non riescono a trovare un ospite da infettare. Aver vaccinato diverse popolazioni non significa solo aver offerto una protezione a chi ha ricevuto la dose del farmaco, ma aver creato un’immunità di gruppo, una barriera protettiva anche per chi non è stato vaccinato”. I vaccini, quindi, secondo l’esperto, sono stati e sono ancora oggi l’unico strumento per impedire agli agenti patogeni di infettare la popolazione.“Un esempio emblematico - riferisce Maga - ci viene dall’Inghilterra, quando nel ‘90 ha sospeso la campagna vaccinale per il morbillo in quanto si sospettava che il vaccino avesse qualche collegamento con l’autismo. Ebbene, in quell’anno i casi di morbillo sono aumentati da circa 100 a oltre 1.400. Per di più non è mai stata trovata un’associazione tra vaccino e autismo”. Se questi esempi non bastassero allora andiamo ancora più indietro nel tempo, cioè quando il vaiolo ha devastato intere popolazioni.“Grazie ai vaccini - dice Maga - il virus sembra essere scomparso dagli anni ‘70”.

Il professor Di Bella cura il cancro da 30 anni
Grillo ha descritto Luigi Di Bella come un martire che cura da 30 anni il cancro. In realtà, il metodo di Bella, una terapia alternativa per la cura dei tumori, è oggi priva di riscontri scientifici. La sperimentazione condotta nel 1999 dal Ministero della Salute sancì la sostanziale inattività, cioè l’inefficacia terapeutica, del cosiddetto multitrattamento Di Bella. I risultati furono pubblicati sul British Medical Journal. Vennero inoltre osservate in via le curve di sopravvivenza dei pazienti sottoposti allo studio. Dai risultati è emerso che quei pazienti non avevano avuto alcun beneficio né terapeutico né in termini di allungamento della sopravvivenza. 

Il Nobel rubato da Rita Levi Montalcini
Grillo, riferendosi alla scienziata con appellativi tutt’altro che rispettosi “è una puttana”), ha insinuato che Rita Levi Montalcini avesse ottenuto il Nobel grazie a una ditta farmaceutica che le avrebbe materialmente comprato il premio. L’identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa o NGF è riconosciuta a livello internazionale come una scoperta rivoluzionaria, su cui ancora si basano numerosissimi studi. Il Nobel assegnato alla senatrice italiana sarebbe quindi tutt’altro che immeritato. 

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mag 18

Dieta Dukan, ecco perché non poteva andare

 

Dai qualche giorno il dottor  Pierre Dukan, padre della dieta più discussa del momento e che ha conquistato milioni di persone (si parla infatti di oltre venti milioni, di cui solo cinque in patria, ossia la Francia) è stato radiato dall’ Ordine dei Medici francesi. Nessun fulmine a ciel sereno a quanto pare, perché come riferisce il Telegraph,  era stato lo stesso Dukan a chiedere la radiazione dall’ordine, appena un mese fa.
Il motivo? Il nutrizionista, forse, pensava così di sfuggire ai procedimenti disciplinari intentati contro di lui, che avrebbero rischiato di danneggiare la sua immagine. Ma, appunto, pensava. Infatti, come ha fatto sapere Irène Kahn-Bensaude, a capo dell’ordine dei medici francesi, la mossa di Dukan non gli risparmierà la gogna: “Radiato o meno, i procedimenti contro di lui andranno avanti”, in quanto precedenti alla radiazione.
E le accuse rivolte al nutrizionista sono tutt’altro che sciocchezze. Dukan avrebbe infatti violato il codice deontologico nel passaggio in cui cita: “Un medico dovrebbe essere consapevole delle ripercussioni che le sue idee possono avere sul pubblico”. A mettere nei guai il medico è stata la sua proposta di attribuire un punteggio extra ai ragazzi che arrivano alla maturità mantenendo un giustopeso. Un’esternazione giudicata troppo rischiosa dai colleghi, soprattutto considerando gli effetti che potrebbe avere sugli adolescenti che combattono contro obesità e anoressia. Se non bastasse, l’Ordine ha avviato un secondo procedimento per capire se l’impero di Dukan (un giro d’affari di circa 100 milioni di euro) fosse compatibile con il codice deontologico.

Danni di immagine a parte, a quanto pare il massimo che potrebbe capitare a Dukan è una sanzione di avvertimento o di censura. La radiazione, intanto, ha riportato l’attenzione sul discusso metodo ideato dal nutrizionista che, con le quattro fasi di attaccocrocieraconsolidamento e stabilizzazione, promette di far perdere i chili di troppo e di mantenere la linea raggiunta a vita. Sostanzialmente, riducendo drasticamente i carboidrati e facendo il pieno di proteine. Insomma, i precetti della dieta mediterranea, riconosciuta come la più salutare al mondo e dichiarata Patrimonio Unesco dell’Umanità, vengono dimenticati.

Che si dimagrisca rapidamente è vero ma, secondo i medici sostenitori della dieta mediterranea, si tratterebbe di un dimagrimento illusorio, dove ad andarsene, all’inizio, non sono i grassi ma l’acqua. Inoltre, se il regime iperproteico si protrae per molte settimane senza un controllo medico, si corre il rischio di sovraccaricare reni e fegato. L’assunzione di carne rossa, infine, per quanto magra, è associata a un aumento del colesterolo cosiddetto cattivo Ldl (Low-Density Lipoproteins). La comunità scientifica è quindi abbastanza concorde nel bocciare la dieta Dukan. E anche l’ Associazione della dieta Britanica (British Dietitic Association) ha classificato questa dieta come il peggior regime alimentare delle celebrità del 2011.

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mag 12

Cosa pensano i cani?

 

Sono i migliori amici dell’uomo. Tanto che negli Stati Uniti è nato anche un social network dedicato a loro, per favorire gli incontri tra amici a quattro zampe e, secondo uno studio della Bath Spa University, la razza del cane che scegliamo riflette la nostra personalità. Ma cosa passa per la testa dei nostri amici a quattro zampe quando scodinzolano, ci corrono incontro o ci guardano con gli occhioni teneri? Un team di ricercatori della Emory University di Atlanta ha utilizzato la stessa tecnica non invasiva con cui si cerca di comprendere i segreti del cervello umano, la risonanza magnetica funzionale (fmri), per studiare il cervello della più antica specie animale addomesticata. I risultati dello studio saranno pubblicati su PLoS One.

Due cani – Callie, un feist di due anni, e McKenzie, un border collie di tre – sono stati addestrati per diversi mesi a entrare in uno scanner fmri e a stare fermi, con la testa immobile, senza essere sedati, in modo che i ricercatori potessero misurare la loro attività neurale. “ Per quanto ne sappiamo, mai in precedenza erano state acquisite immagini del cervello di un cane completamente sveglio –commenta Gregory Berns, direttore dell’ Emory Center for Neuropolicy -. Ci auguriamo che questo sia il primo passo per comprendere meglio il rapporto tra esseri umani e cani, dal punto di vista dei secondi”.

Nell’esperimento Callie e McKenzie sono stati addestrati a svolgere un compito di discriminazione di due gesti umani, in previsione di una ricompensa. La mano sinistra rivolta verso il basso indicava che avrebbero ricevuto un hot-dog. Se entrambe le mani erano invece rivolte verso l’alto i cani sarebbero rimasti a bocca asciutta. “ E dato che quando la risonanza è in esecuzione è rumorosa come un martello pneumatico - spiega Berns nel suo blog - i cani hanno imparato a indossare delle cuffie”. I ricercatori hanno riscontrato un’attivazione della regione caudale nel cervello di entrambi i cani, in seguito al segnale corrispondente alla ricompensa, ma non per l’altro. “ Questi risultati indicano che i cani prestano particolare attenzione ai nostri gesti - ha commentato Berns - e che il sistema di ricompensa del loro cervello si comporta in modo molto simile a quello umano“.

“ Quando uno stimolo (per esempio un gesto) è associato a un premio, quando cioè c’è un segnale che anticipa l’occorrenza di una ricompensa, nel nostro cervello viene rilasciata infatti dopamina e si attivano certe aree, tra cui il nucleo caudato, che fa parte dei nuclei della bae”, spiega Giorgio Vallortigara, neuroscienziato del Cimec dell’Università di Trento. “ E’ interessante –continua – che siano stati studiati con l’fmri animali coscienti, non sedati né immobilizzati”.

I cani, in particolar modo, addomesticati circa 10-15mila anni fa, sono molto interessanti per la ricerca in neuroscienze cognitive perché, come spiega Vallortigara, “ sono in grado di interpretare i nostri segnali comunicativi, per esempio guardano dove gli indichiamo. Questa capacità mentale, che ha una base genetica, si è sviluppata nel corso di un arco temporale relativamente breve ed è il risultato del processo di addomesticazione. Inoltre, essendo sottoposti normalmente a pratiche di addestramento da parte dei loro proprietari, è più facile eseguire degli esperimenti con loro”.
L’idea di questo progetto ( The Dog Project) all’Università di Atlanta è nata circa un anno fa, quando Berns ha saputo che nella squadra delle forze speciali navali americane che ha ucciso Osama bin Laden c’era anche un cane. “ Se i cani possono essere addestrati a saltare fuori dagli elicotteri, perché non dovrebbero imparare a entrare nello scanner dell’fmri? In fondo uno scanner non è molto diverso da un elicottero: entrambi sono spazi molto piccoli. Anzi, una risonanza magnetica è molto più semplice. Invece di superare la paura delle altezze e saltare da un aereo, il cane deve solo imparare a tenere la testa ferma”. Ma perché fare una risonanza magnetica a un cane? “ La risposta è ovvia: per vedere cosa pensa, in particolar modo quando osserva il suo proprietario”.

E così con questo progetto, Berns spera di decodificare con l’fmri i processi mentali dei cani, individuando quali aree del cervello si attivano a seconda di diversi stimoli. In definitiva, spera di capire quanto i migliori amici dell’uomo comprendono il nostro linguaggio, se sono effettivamente empatici e se riescono a percepire quando i loro proprietari sono felici o tristi.

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mag 11

Maya, scoperto il calendario che ci salva dalla fine del mondo

 

Per il prossimo 21 dicembre non sono attesi cataclismi epocali, parola dei Maya. Sì, proprio quelli dai cui calcoli era partito l’angoscioso countdown del 2012. Ci sono altri reperti, infatti, in cui sembra essere rappresentato il loro antico calendario di lungo computo e secondo il quale ci sarebbero ancora (almeno) 7 mila anni prima della fine del mondo. Si tratta di murali all’interno di quella che si ritiene essere un’antica abitazione (IX secolo d.C.) presso il sito di Xultun, in Guatemala, scoperti e interpretati dagli archeologi dell’ Università di Boston, guidati da William Saturno.


Sono tre le pareti rimaste intatte, e quelle a est e a nord, in particolare, sono ricoperte da sottilissimi glifi rossi e bianchi, unici nel loro genere. Secondo quanto riportano i ricercatori su Sciencesembrano descrivere le varie ciclicità astronomiche con cui i Maya tenevano il conto dei giorni: vi figurerebbero anche le fasi lunari, il calendario cerimoniale (260 giorni), il calendario solare (365 giorni), il ciclo di Venere (584 giorni) e quello di Marte (780 giorni). Si tratterebbe, quindi, del più antico conteggio dei giorni sinora rappresentato nella civiltà Maya e, per di più, riportato in un luogo diverso da un libro.

Non è stato facile decifrare le centinaia di numeri in geroglifico, anche per il loro stato di conservazione. Per farlo, i ricercatori hanno considerato le forti analogie tra quelle stringhe di barre e punti e i geroglifici di un famoso manoscritto Maya datato qualche secolo più tardi: il Codice di Dresden.

La struttura (gli archeologi ipotizzano che si trattasse dell’appartenuto di uno scriba) è stata trovata nel 2010 dal team di Saturno, che già nove anni prima aveva descritto importanti dipinti murali nel vicino sito di San Bartolo. Tuttavia questi nuovi murali, in cui sono disegnate anche figure umane, strappano loro il primato di pitture più antiche dei Maya.

Nella serie di tabulazioni compaiono due cifre interessanti. La prima corrisponde all’anno 813 d.C,probabile riferimento, secondo gli archeologi, all’inizio del crollo della civiltà Maya. La seconda indicherebbe il numero di giorni che compongono un calendario di lungo computo, comprensivo di tutte le ciclicità astronomiche care ai Maya. Affidandosi a questa scala cronologica, al 2012 vanno aggiunti altri preziosi 7 mila anni prima della fine del ciclo. Un sollievo, almeno per quelli che temevano realmente un capodanno anticipato.

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mag 10

I suicidi non sono aumentati per la crisi

 

Sembra inarrestabile l’ escalation di suicidi legati alle difficoltà economiche. Un bollettino di guerra, quasi all’ordine del giorno. Gli ultimi tre casi, due nel salernitano e uno nel milanese nella giornata di ieri, portano a 38 il bilancio delle cosiddette vittime della crisi dall’inizio del 2012, quasi un terzo delle quali in Veneto. Tanto da spingere il segretario dell’ Associazione artigiani piccole imprese(Cgia) di Mestre, Giuseppe Bortolussi, a lanciare un appello al presidente Giorgio Napolitano perché intervenga. La politica cavalca l’onda funesta, con il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che ha usato parole fortissime contro il premier Mario Monti, accusandolo di avere queste morti sulla coscienza. Ma davvero stiamo assistendo a un’ impennata di suicidi? Davvero la crisi sarebbe la causa di questa strage? Il 2012 sarà ricordato come l’anno dei suicidi o forse ce lo stanno dipingendo così? I dati, se si reputano affidabili le 38 morti dichiarate, parlano chiaro: nel 2012, ogni giorno ci sono 0,29 suicidi per motivi economici, contro lo 0,51 del 2010 e lo 0,54 del 2009. Nessuna epidemia suicida in corso, almeno finora. Per valutare davvero la situazione, si dovrà aspettare.

Stefano Marchetti, responsabile dell’ultima, recentissima, indagine dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) su suicidi e tentativi di suicidio in Italia, relativa all’anno 2010: “Ogni gesto estremo, come quelli che le cronache recenti raccontano, nasconde una tragedia umana e impone il massimo rispetto. Ma è difficile affermare, a oggi, che vi sia un aumento statisticamente significativo dei suicidi dovuto alla crisi economica. Temo che si stiamo facendo affermazioni forti, senza robuste evidenze scientifiche”.
Può sembrare cinico snocciolare numeri e percentuali, ma è l’unico modo per separare i fatti dalle impressioni. Dicevamo: 38 suicidi per motivi economici dal 1 gennaio all’8 maggio 2012. Purtroppo sono la punta dell’iceberg rispetto al fenomeno generale. Nel 2010, per esempio, l’Istat ha contato 3.048 suicidi, di cui 187 per motivi economici, “ in base a quello – specifica Marchetti – che viene indicato dalle forze dell’ordine come il presunto movente”. Se si escludono i suicidi per motivi d’onore (18 in tutto), quello economico è, per assurdo, il movente meno preoccupante di tutti. Quasi una persona su due (1.412) ha deciso di farla finita a causa di una malattia (per 4 su 5 di origine psichica). La seconda causa di suicidio è affettiva324 persone si sono tolte la vita per questioni di cuore, quasi il doppio rispetto a chi l’ha fatto per il conto in banca. E quasi in un caso su tre non è stato possibile individuare il movente del gesto.

Questo per dire che debiti, tasse, difficoltà economiche possono sì indurre a compiere una follia, ma lapiaga sociale dei suicidi è molto più vasta e complessa di come appare dai mezzi d’informazione.

Guardiamo agli anni passati, per vedere se la crisi ha colpito davvero. Nel 2008, i suicidi per ragioni economiche sono stati 150, su un totale di 2.828 casi. Nel 2009, sono stati 198 su 2.986 casi. Se si prende solo il dato numerico questo significa che sono aumentati del 24,6% tra 2008 e 2010, ma anche che sono diminuiti del 6 per cento tra 2009 e 2010. Rispetto al totale, questi atti rappresentano il 5,3% di tutti i suicidi nel 2008, il 6,6% nel 2009 e il 6,1% nel 2010. La variazione percentuale, insomma, appare minima.

Dopo di che, è innegabile che le difficoltà economiche o la mancanza di un lavoro possano gettare nella disperazione. Secondo il recente rapporto dell’ Eures Ricerche Economiche e Sociali, intitolato il suicidio in Italia al tempo della crisi sarebbero in aumento i suicidi tra i disoccupati (362 nel 2010, contro 357 nel 2009 e una media di 270 nel triennio precedente), con un +40% tra 2008 e 2010. I più a rischio sarebbero proprio loro, quelli che hanno perso il lavoro o non riescono a trovarlo, seguiti da imprenditori e liberi professionisti.

Tuttavia occorre cautela prima di emettere sentenze. In Germania, la cui economia tiene, il numero dei suicidi è quasi doppio rispetto all’Italia e in Finlandia, dove la qualità della vita è molto più alta, i suicidi sono quattro volte superiori ai nostri. Nella Grecia sull’orlo del collasso ci sono poco più della metà dei suicidi rispetto all’Italia e può sembrare paradossale, ma il paese nel quale la situazione economica è più drammatica è anche quello dove si verificano meno suicidi in tutta Europa.

È giusto affrontare il problema, ma interpretare la situazione attuale come una drammatica emergenza legata alla crisi è una forzatura. Ed è pericoloso, perché il fenomeno dei suicidi è a forte rischio emulazione. Questo sì, è scientificamente provato. “ Studi epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica, se presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi, innescando un pericoloso ‘effetto domino ”, dice Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano: “ Le persone che compiono questi gesti estremi sono nella grande maggioranza dei casi entrate da tempo nel tunnel della patologia psichica, prevalentemente depressiva, che toglie la possibilità di trovare soluzioni alternative.

I gesti estremi possono essere scatenati da fatti contingenti che esasperano una situazione economica già complessa, ma s’innescano in personalità da tempo fragili e vulnerabili che non hanno avuto la possibilità di chiedere aiuto per la loro sofferenza psichica ”. L’appello rivolto a chi governa è che potenzino i servizi di salute mentale, in questo periodo di recessione. Perché c’è tanta gente che non sa a chi chiedere aiuto, ma non solo per motivi economici.

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